EDUCANDO

LA SCUOLA DELEGITTIMATA (4)

La confusione tra comunità e mercato

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Un altro cambiamento in atto a cui porre attenzione risiede nell’idea di scuola come servizio da acquistare, anziché come istituzione fondativa, basata sul diritto all’educazione e sull’uguaglianza delle opportunità, come bene collettivo che non può essere sacrificato ad altri interessi.

LA SCUOLA DELEGITTIMATA (3)

L’enfasi sull’emergenza educativa

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La delegittimazione della scuola ha tanti sostenitori anche in altri ambienti, nei molti guru e pensatori che vedono il fallimento educativo ovunque, che nell’equazione famiglia in crisi-società cattiva, bullismo e devianza, predicano il loro irriducibile pessimismo (qualcuno ha fatto anche personale fortuna), evitando accuratamente dati di realtà, circostanze, differenze e conoscenze scientifiche.

LA SCUOLA DELEGITTIMATA (2)

La politica invadente

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La questione educativa, come organizzare l’apparato amministrativo e pedagogico della scuola sono argomenti molto complessi, che interrogano tutti gli stati moderni verso impegni e revisioni che rendano i sistemi sempre più adeguati, assunti anche con accordi internazionali (Trattato europeo di Lisbona, 2000 e aggiornamenti successivi).

LA SCUOLA DELEGITTIMATA (1)

A chi giova la svalutazione della scuola nell’immaginario collettivo?

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Viviamo in un periodo molto particolare e delicato, diverso dalle altalene più o meno contestatrici e riformatrici che si sono succedute negli anni precedenti che ci avevano abituati a convivere con un discutibile senso cronico di incompiutezza e di provvisorietà, ma sempre teso verso la speranza di costruire e migliorare il sistema scolastico-educativo.

ACCOGLIENZA: UNA PEDAGOGIA (4)

Accoglienza e integrazione degli alunni stranieri

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Un altro elemento positivo utile nel gruppo classe per formare una buona relazione educativa è la presenza degli alunni stranieri in classe.

Ciò favorisce il recupero delle diverse identità storico-culturali, un elemento di ricchezza nel recupero delle molte “storie”.

ACCOGLIENZA: UNA PEDAGOGIA (3)

Quale metodologia?

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Dal punto di vista metodologico, la modalità più efficace per creare buone relazioni educative è senza dubbio l’apprendimento cooperativo.

ACCOGLIENZA: UNA PEDAGOGIA (2)

E i contenuti scolastici? Un esempio

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Tendiamo ad associare l’accoglienza esclusivamente alla dimensione emotiva, di fatto invece questa è possibile anche da un punto di vista cognitivo.

Quando proponiamo un argomento, esso offre l’opportunità di aprire dibattiti e confronti in classe in cui ciascun alunno contribuisce con il proprio apporto a sviluppare una visione da più punti di vista, secondo il pensiero critico e divergente.

ACCOGLIENZA: UNA PEDAGOGIA (1)

Una predisposizione mentale di apertura verso l’altro, che non si esaurisce all’inizio dell’anno e non è rivolta solo ai nuovi arrivati

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Ogni anno le scuole si attivano per elaborare il “progetto di accoglienza”, che molto spesso trova la sua realizzazione nell’organizzazione di in un momento di festa durante i primi giorni di scuola o sul finire dell’anno in corso.

CHI SONO GLI "ALUNNI NON ITALIANI"? (3)

Il territorio: verso la nuova società interculturale

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Le risorse, ma anche significative alleanze, possono venire dal territorio. È ciò che in realtà accade in molte aree del nostro paese (soprattutto le più “ricche”, ovviamente, e così torniamo all’art. 3 della costituzione…).

CHI SONO GLI "ALUNNI NON ITALIANI"? (2)

Personalizzazione dell’apprendimento e progetti per italiano L2

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Dal punto di vista teorico, la risposta alle problematiche citate, e che ogni scuola ben conosce, è abbastanza semplice: sono necessari corsi intensivi di Italiano L2 (per la comunicazione e per lo studio) da effettuarsi a cura di docenti esperti, sia nel corso dell’anno scolastico che con corsi intensivi a fine anno e ad inizio anno.

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