FUORICLASSE

I "NOSTRI" BAMBINI DI HAITI

Come aiutare una delle popolazioni più povere del mondo, colpita dal tragico sisma del 13 gennaio

L'immane tragedia che il 12 gennaio scorso ha devastato Haiti, tra i più poveri Paesi del mondo, provocando, secondo le stime del governo haitiano circa 100.000 morti, ha avuto tra le principali vittime, come spesso accade, soprattutto i più deboli, cioè i bambini.

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Haiti è il Paese più povero dell'America latina; il 60 per cento della popolazione è sotto il 25 anni. Circa il 45% della popolazione haitiana è costituita da bambini e ragazzi. Il devastante terremoto che ha colpito Haiti ha lasciato sotto le macerie madri, padri, sorelle, fratelli. Intere famiglie sono andate distrutte, un esercito di orfani vive da giorni sotto shock. Bambini soli, perduti, alla disperata ricerca di un parente sopravvissuto.

I circa 1,8 milioni i bambini nelle zone coinvolte dal disastro, sopravvissuti ai propri genitori, hanno bisogno di tutto: cibo, medicine, e altri generi di prima necessità. Ma anche di centri di raccolta dove poterli assistere, in attesa dei ricongiungimenti con i parenti, per non cadere nelle mani di malintenzionati, ed essere aiutati a superare il trauma psicologico del terremoto. Le adolescenti rischiano di essere vittime di violenza, sessuale e non solo, molto più di prima.

Ogni giorno si aggiungono notizie di speranza di bambini recuperati, ma anche nuovi lutti. Circa 100 bambini sarebbero rimasti sotto le macerie di una scuola crollata a Leogane, epicentro del sisma del 12 gennaio, a un'ora di auto da Port-au-Prince. Gli aiuti internazionali stanno solo ora, dopo una settimana, cominciando ad arrivare in questa città, dove, secondo le autorità, è crollato il 90% degli edifici. Anche qui urgono aiuti di carattere sanitario, alimentare, ma anche psicologico. Tutto.

Che cosa possiamo fare, oltre a mobilitarci con aiuti concreti? (ci permettiamo di indicare in basso alcuni riferimenti tra i molti possibili).

Proviamo a parlare anche ai nostri bambini di questi piccoli fratelli di Haiti, questi altri nostri amici che non conosciamo, ma di cui dobbiamo preoccuparci come fossero i nostri bambini, i nostri figli. Continuiamo a educare a uno sguardo ampio sul mondo, all'apertura a chi è lontano da noi, ma è come noi. Perché, come nella favola al telefono di Rodari, i bambini di tutto il mondo sono sempre lo stesso bambino.

A questa generazione, chiamata a superare gli steccati che spesso gli adulti egoisticamente frappongono tra 'noi' e 'loro', affidiamo il futuro dell'umanità.

mb

Per aiutare concretamente

 carta di credito online sul sito dell'Unicef oppure chiamando il Numero Verde Unicef 800-745.000;

cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051"

cc bancario Diocesi di Brescia - Ufficio Caritas c/o UBI Banco di Brescia - agenzia 5, IBAN: IT 12 K 03500 11205 000000007051