SCATOLA DI S-MONTAGGIO
LA VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI (4)
Parametri di qualità di uno strumento di verifica
Al di là delle differenti caratteristiche di ciascuna prova, sono due parametri in base ai quali si apprezza la qualità di uno strumento di verifica degli apprendimenti.
LA VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI (3)
Gli strumenti di verifica
Abbiamo visto come un passaggio chiave del processo valutativo riguardi la fase rilevativa, ovvero la raccolta di dati e informazioni sull’esperienza di apprendimento dell’allievo.
LA VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI (2)
I passaggi chiave - Il giudizio di valore
Il giudizio di valore costituisce la rappresentazione codificata dell’oggetto, ottenuta attraverso l’intreccio tra i dati di riferimento e i referenti concettuali con cui interpretarli: una lettura della rappresentazione fattuale dell’oggetto alla luce dei criteri di qualità esplorati o esplicitamente assunti dal valutatore.
LA VERIFICA DEGLI APPRENDIMENTI (1)
I passaggi chiave - I dati di riferimento
La pratica quotidiana e l’abitudine portano spesso i docenti a conoscere ed usare solo alcuni strumenti di verifica. Abbiamo chiesto a Mario Castoldi di ricordare le caratteristiche, le risorse, i limiti delle principali categorie di prove (strutturate, semi-strutturate…).
LA VALUTAZIONE SERVE A SANZIONARE?
Un’opportunità di formazione e di crescita per il soggetto
I più recenti provvedimenti normativi,ma ancor più la comunicazione sociale che li ha accompagnati, tendono a sottolineare la funzione sanzionatoria della valutazione in ambito scolastico. La stessa legge Gelmini del settembre 2008, che ha inaugurato questa stagione culturale, è guidata da una logica emergenziale, più che strategica, riconoscibile già dal titolo: “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e Università”.
APPRENDIMENTO E COMPORTAMENTO
Ambiti separati o facce della stessa medaglia?
I più recenti provvedimenti normativi, dalla legge Gelmini del settembre 2008 al Regolamento sulla valutazione dell'estate 2009, hanno insistito su una netta separazione tra valutazione degli apprendimenti disciplinari e valutazione del comportamento. Per la scuola di base si tratta di una novità o, per meglio dire, di un arretramento di circa trent'anni: sul piano normativo si torna a prima del 1977 (L. 517).
[1 commenti]LA VALUTAZIONE IN VOTI È PIÙ CHIARA
Che cosa rende davvero chiaro un processo valutativo?
Uno degli argomenti più frequentemente sbandierati per dare una giustificazione di merito, non solo nostalgica, al ritorno ai voti riguarda la maggiore chiarezza del voto numerico rispetto ad altri codici simbolici: finalmente il linguaggio valutativo è uscito dalle secche dell'opacità e dell'ambiguità delle scale di aggettivi o dei giudizi discorsivi ed è ritornato a parlare chiaro. Si tratta di un argomento che riguarda l'efficacia comunicativa della valutazione e in quanto tale va trattato: come mai risulta più chiaro il giudizio in voti? [1 commenti]
LA VALUTAZIONE DEVE ESSERE OGGETTIVA
Miti della valutazione
Il nuovo corso valutativo - attraverso l’uso dei voti, l’abuso della media, il sopruso dei pesi da assegnare a crediti, debiti, prove d’esame - rinforza il mito dell’oggettività della valutazione scolastica: l’aspirazione ad un giudizio insindacabile, inappellabile, inoppugnabile in quanto avvolto nel manto della corrispondenza con la realtà, del controllo assoluto sulla soggettività.
LA VALUTAZIONE FORMATIVA È BUONISTA
Miti della valutazione
Nei più recenti atti normativi in materia di valutazione non si parla di valutazione formativa: la legge Gelmini (L. 366/2008) neppure la cita, ma si tratta di un provvedimento che parla di molte cose (troppe) e può essere comprensibile; meno giustificato il silenzio del Regolamento recante coordinamento delle norme in materia di valutazione degli alunni (DPR 122/2009). [2 commenti]
LA VALUTAZIONE IN VOTI È PIÙ RIGOROSA
Miti della valutazione
A partire dal Ministro in giù la percezione dominante è che il passaggio ai voti abbia restituito alla valutazione il rigore e la serietà perduti dopo l’onda lunga del ’68: le percentuali di allievi respinti nello scorso anno scolastico parlano chiaro, in modo più macroscopico nella scuola media inferiore (con alcune punte da “resa dei conti”), in forma più lieve nella scuola primaria.
Come leggere questo dato?

